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martedì 6 giugno 2017

La cucina a norma

La presenza contemporanea di ACQUA, GAS ed ELETTRICITÀ in questo ambiente impone precisi obblighi di progettazione, di installazione e di manutenzione costante. Bisogna garantire tutte le condizioni, prime fra tutte aria e luce, che garantiscono l'abitabilità.


A. PIANO COTTURA

A GAS: L'erogazione del metano nell'abitazione viene gestita da un rubinetto generale, da cui parte l'impianto interno, generalmente composto da tubi di rame posati a vista o sotto traccia. Da qui si diramano poi i collegamenti ai vari apparecchi, gestiti da rubinetti dedicati, che devono essere facilmente accessibili. Le tubazioni del gas non devono essere in contatto con quelle dell'acqua e, se in posizione sottostante, devono essere protette da una guaina impermeabile.
Al fine di evitarne il surriscaldamento, il tubo del gas non deve passare sul retro del forno. Gli apparecchi a gas devono essere installati ad una distanza di almeno 1,5 metri da eventuali contatori, siano essi elettrici o del gas. 
Necessaria, per i piani a gas, la termocoppia: interrompe l'erogazione del gas in mancanza di fiamma, se questa si è spenta accidentalmente o se il gas viene aperto senza la contestuale accensione.

AD INDUZIONE: Occorre realizzare una linea di alimentazione dedicata che deve essere dimensionata in base alla potenza nominale del piano cottura.
La derivazione deve essere isolata e protetta contro le sovratensioni con un interruttore magnetotermico a vista e accessibile, da poter staccare all'occorrenza. L'ideale è predisporre un quadro elettrico apposito per la cucina in posizione strategica, ad esempio sotto il lavello, dove possano essere collegate tutte le linee sezionate degli elettrodomestici fissi e relativi interruttori di protezione. L'allacciamento dev'essere effettuato in base allo schema fornito dal produttore, che indica anche la tensione consentita per l'apparecchio specifico e il relativo valore.

B. CAPPA

I regolamenti edilizi prescrivono che sopra il piano a gas debba essere installato un apparecchio aspirante, volto ad assicurare la  captazione e l'allontanamento di vapori, odori e fumi all'esterno dell'abitazione. Solo per i piani elettrici o ad induzione è ammessa l'installazione di un modello filtrante.
Per l'aerazione del locale devono essere praticati due fori nella parete, necessari per il prelievo d'aria, a compensazione di quella sottratta dalla combustione del gas. La prima apertura dev'essere diretta verso l'esterno, in prossimità del soffitto, a un'altezza maggiore di 1,80 m e con una sezione netta almeno pari a 100 cmq; la seconda, diretta o indiretta, sarà praticata in prossimità del pavimento, ad un'altezza comunque minore di 300 mm ed avrà una sezione netta maggiore di 100 cmq.
Nel caso di GPL, la ventilazione deve essere solo diretta. 

C. TUBI PER L'ACQUA

L'impianto idrico-sanitario è costituito  da un sistema di adduzione (approvvigionamento) e da uno di scarico (smaltimento). La rete di distribuzione è in genere formata da tubi orizzontali di distribuzione, colonne montanti verticali, tubi distributori ai piani e ai vari apparecchi, e dai dispositivi di intercettazione, le valvole. 
Ogni tubazione che fornisce un locale deve poter essere chiusa con una valvola d'arresto, senza interrompere l'approvvigionamento agli altri.
I tratti orizzontali della rete devono avere sempre una leggera pendenza (minimo 1%) per facilitare il deflusso dell'acqua. Le tubazioni che raccolgono le acque di scarico devono essere dimesionate adeguatamente per evitare ostruzione dei condotti che provocherebbero emissioni di odori verso i locali abitati.

D. PRESE ED INTERRUTORI

La nuova normativa (CEI 64-8 e s.m.) classifica gli impianti elettrici in 3 livelli di sicurezza. Quello base, per esempio, prevede l'installazione in cucina di cinque punti presa, cioè punti di alimentazione di una o più prese all'interno della stessa scatola. Di queste, almeno 2 devono essere collocate in corrispondenza dell'angolo cottura, per il collegamento dei piccoli elettrodomestici (per esempio macchine del caffè, frullatori o robot da cucina). Devono essere posizionate a una distanza minima di sicurezza di 60 cm sia da fonti di calore sia d'acqua e l'altezza dovrà essere fra i 110 e i 120 cm.
Per gli arredi a isola sono in commercio sistemi multipresa estraibili o con sportello, a scomparsa nel piano e con guarnizioni in gomma che respingono l'acqua e ne rendono l'uso sicuro.
Per avere un impianto sicuro viene inoltre stabilito che le prese di corrente siano protette da sovraccarichi.

E. ELETTRODOMESTICI 

Per poter circolare in Europa i prodotti industriali devono essere conformi ai requisiti minimi di sicurezza definiti dalle direttive europee, che stabiliscono procedure per la valutazione dei prodotti e l'apposizione della marcatura con le due lettere CE che ne attesta la conformità. Inoltre devono accompagnare il prodotto:
- la targa che riporta la tensione nominale in Volt e la potenza nominale in Watt
- i dati identificativi quali marca, modello, ecc
- il marchio di fabbrica
- la denominazione e l'indirizzo del produttore
- dettagliate istruzioni per l'uso, in italiano.
- se previsto l'etichetta energetica


Ricordiamo che per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti deve essere redatto un progetto da un professionista abilitato (iscritto all'albo) mentre negli altri casi come per esempio lavori di manutenzione ordinaria, tale compito può essere svolto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice. L'elaborato deve essere depositato presso lo sportello unico per l'edilizia del Comune in cui deve essere realizzato.
Al termine dei lavori, dopo aver effettuato tutte le verifiche e i controlli di funzionalità, l'impresa deve rilasciare al proprietario la dichiarazione di conformità degli impianti alla legge. In caso di rifacimento parziale, il documento si riferisce alla sola parte degli impianti oggetto di tale intervento, ma deve tenere conto anche della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto.





Paolo De Piccoli
Intermediazione Immobiliare
mobile: +39 338 4013215
e-mail: info@immobiliaredepiccoli.it

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lunedì 13 marzo 2017

Coppia perfetta: wc e bidet

Che non sia una scelta affrettata, quella dei sanitari, ma il risultato di un'attenta valutazione in termini estetici e tecnici; di seguito una piccola guida in 10 punti per fare l'acquisto giusto.













 

1. Che cosa sapere

Si installano dopo la posa dei rivestimenti, ma vanno scelti con anticipo, e prima che inizino i lavori. Occorre considerare spazio a disposizione, estetica, collegamento all'impianto e tipologia (a terra o sospesi); per il bidet, inoltre, occorre verificare i fori per la rubinetteria.

2. Quanto spazio serve

L'ingombro totale dipende dalle misure degli elementi, che oggi sono disponibili in una gamma con differenze non trascurabili di qualche centimetro. É bene sapere che quelli standard misurano L 35/37 x P 52/56 cm cui aggiungere poi 20 cm tra i due sanitari e alle estremità e 55/60 cm davanti.

3. Dal vecchio al nuovo: il vincolo è la colonna di scarico

A seconda di come è progettato l'impianto, lo scarico delle acque reflue del vaso igienico può essere posizionato a terra o a parete. I sanitari sospesi sono compatibili solo con quello a parete: non è possibile, quindi, sostituire un vaso che ha lo scarico a parete con uno avente scarico a terra e viceversa. A meno che si rifaccia l'impianto o si opti per uno dei nuovi modelli a terra filoparete ("universali"), installabili in entrambe le situazioni.

 

4. Si può mettere solo il wc?

 









Vaso e bidet formano una vera coppia: elementi indispensabili e obbligatori nel bagno della casa, non solo per una questione di igiene e comfort. Se non ci sono entrambi, l'abitazioni risulta infatti non conforme alle norme igienico edilizie, che sono alla base del requisito di abitabilità. Ci sono però delle eccezioni previste da alcuni Regolamenti edilizi comunali: una di queste è la possibilità di installare il solo vaso nel secondo bagno, quando ve ne è un altro completo di tutti i pezzi.

 

5. Scarico: doppio tasto o manopola?

I sanitari oggi scaricano in maniera efficiente con soli 4,5 litri di acqua. Per questo, al fine di limitare il dispendio idrico, la tecnologia di scarico comunemente adottata e consigliata nelle nuove costruzioni (e nelle ristrutturazioni con rifacimento dell'impianto) è la cassetta, interna o esterna al muro - detta a zaino, con doppio tasto (per scegliere di volta in volta).
Il passo rapido, lo scarico continuo con manopola, al contrario, comporta sprechi e molti Regolamenti edilizi lo vietano.

6. Organizzare lo spazio

In molti casi il bagno è preceduto da un antibagno. In quest'ultimo ambiente è in genere vietato installare il vaso: verrebbe meno la funzione di disimpegno. Sopratutto quando la cucina non è separata serve un locale intermedio tra zona cottura e wc. É sconsigliabile mettere il bidet; può essere invece organizzato con una zona lavabo e può contenere la doccia. Non ci sono limitazioni neanche se si desidera ricavarne una lavanderia. 




7. Revival colore

Una palette per il bagno sempre più ampia e sofisticata, per rispondere alle richieste di un mercato esigente, che oltre al concetto di comfort a 360° ricerca soluzioni estetiche in grado di personalizzare ogni ambiente della casa. Nuove sono anche le performance tecniche, tra cui la durevolezza nel tempo che permette di scegliere il colore, aggiunto già all'impasto, prima di dare forma ai sanitari. Le fasi di cottura, infine, rendono tutto uniforme e resistente.




8. Prodotti su misura

La continua ricerca sulle potenzialità della ceramica sanitaria ha permesso di poter dire che anche i sanitari sono "personalizzabili". Spessori sottili e sagome scultoree, colori a scelta con palette spesso ricchissime, plus innovativi come gli smalti che rendono inalterabile la superficie o i trattamenti antibatterici che aumentano il livello di igiene: optional a volte a richiesta, altre già disponibili sui prodotti delle varie collezioni.




9. Sanitari sospesi, fissati a parete: come di installano

Vaso e bidet vengono ancorati alla parete tramite staffe di fissaggio, ovvero supporti che vanno applicati nel muro, prima di posare le piastrelle e il pavimento. Dal muro, quindi, si vedranno uscire solamente due barre filettare, sulle quali verranno montati i sanitari. Oggi esistono sistemi di fissaggio autoportanti che danno la possibilità di installare i sanitari sospesi anche su muti non di cemento armato o mattoni come quelli in cartongesso.




10. Sanitari a terra: come di installano

Per una maggiore stabilità, questi modelli vengono fissati al pavimento. Recentemente è stato introdotto sul mercato, invece, un nuovo metodo di fissaggio nascosto che prevede l'ancoraggio dei due elementi alla parete. In questo modo la ceramica non presenterà nessun foro laterale, con estetica migliore e pulizia più facile. Vi sono poi i moduli da interporre tra sanitari e parete che contengono la cassetta di risciaquo.



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venerdì 3 febbraio 2017

PIANTE: decorative anche in bagno

Fatta eccezione, di norma, per la camera da letto, le piante possono rallegrare tutti gli ambienti della casa, compreso ovviamente il bagno. Felci da interno, orchidee e anthurium, aggiungono una nota di colore diversa e squillante alla stanza.

Tutte le piante utilizzate devono resistere alle condizioni climatiche di questo ambiente, pensato idealmente come caldo e umido. La scelta della varietà più adatta è dunque il primo fattore di successo, il secondo è l'esatta posizione all'interno del locale ed il terzo è la valutazione della quantità di luce disponibile, preferibilmente diffusa e non diretta.


LE SPECIE PIÙ ADATTE: dai classici intramontabili alle new entry


1. FELCI DA CASA

Molto di moda negli anni settanta, hanno subìto il cambiamento delle condizioni ambientali delle case oggi meglio isolate, riscaldate e asciutte. Così anche il bagno è diventato un contenitore stagno, di certo più caldo e confortevole di una volta e indicato per ospitare le piante che amano un elevato grado di umidità.
Le piante scelte vanno sistemate in posizione con luce diffusa e mai diretta perchè il sole screzia le foglie rovinandole progressivamente e la luce troppo intensa porta ad uno scolorimento generale. In estate, o con i termosifoni accesi, le piante vanno bagnate ogni tre giorni lasciando comunque sempre asciugare il substrato tra un intervento e l'altro.
Occorre concimare con parsimonia solo nel periodo con temperature comprese nel range ideale di accrescimento ovvero fra i 21 e il 24 °C; è bene utilizzare una volta alla settimana un prodotto liquido per piante verdi da interno, al dosaggio consigliato dal produttore.


2. I POTOS

Pianta erbacea di portamento ricadente, con un ricco fogliame lucido variamente screziato, i potos sono il naturale completamento delle felci; richiedono una manutenzione così limitata che è facile dimenticarsene. Sono resistenti all'esposizione diretta ai raggi del sole e alle basse temperature, sopportano anche gli sbalzi termici e quindi possono crescere vicino alle finestre, anche se si creano correnti d'aria.
I potos devono avere spazio per allungarsi o ricadere ma, poichè devono essere annafiati con regolarità, dovranno essere in una posizione facilmente raggiungibile.
Oggi, sul mercato, oltre alle forme classiche, ci sono varietà con colorazioni più definite e particolare.
I potos crescono bene a temperature comprese fra i 20 e il 25 °C, sotto i 15 arrestano lo sviluppo.


3. LE ORCHIDEE

Non tutte sono adatte per il bagno:quelle più delicate non vanno bene per i forti sbalzi di temperatura, ma le più diffuse come phalenopsis, oncidium, cambria e odontoglossum sono capaci di rifiorire ogni anno, anche più volte, mantenendo anche una buona vegetazione che resta decorativa persino del periodo in cui mancano i fiori. È bene ricordare che l'umidità dell'ambiente non è sufficiente e le bagnature devono essere regolari, ma mai troppo abbondanti, cercando di svuotare i portavasi per evitare marciumi.




LA POSIZIONE IDEALE: in alto e lontano dalla finestra

 

Il bagno è in genere una stanza di dimensioni limitate rispetto alle altre e con un rapporto volume/superficie delle finestre più basso; in molti casi il locale è arieggiato spesso durante il giorno. Queste caratteristiche si traducono in un raffreddamento veloce dell'ambiente, con forti sbalzi di temperatura; quando all'esterno ci sono zero gradi, la temperatura del bagno può scendere anche di 15 °C in pochi minuti. 
L'aria fredda, più "pesante" di quella calda, inizia a raffredare l'ambiente partendo dagli strati bassi, dato di cui tenere conto se si appoggiano le piante a terra. Più riparate le posizioni in alto e a fianco della finestra, dove i telai possono proteggere il verde.

LUCE: si a tutta quella possibile

 

La quantità di luce nei bagni è generalmente poca, non tanto per l'esposizione, che frequentemente è a nord o a ovest, ma per i tendaggi che proteggono dagli sguardi indiscreti o per le tapparelle, di solito abbassate quando si esce di casa.
Chi desidera avere piante sane e rigogliose dovrà fare il possibile per aumentare la luce disponibile: il primo step, quello più facile, è prendere l'abitudine di non abbassare le tapparelle; il secondo è ripensare ai tendaggi presenti scegliendoli il meno coprenti possibile, o di altezza solo parziale, magari nella parte bassa, lasciando libera la porzione superiore del vetro.



 
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martedì 4 ottobre 2016

Cambio dellʼarmadio senza stress!



Il cambio di stagione significa anche cambio dell'armadio. E, solitamente, questo tipo di compito non è affatto una passeggiata. La tendenza è rimandare il momento il più a lungo possibile, con il rischio di ritrovarsi a tremare di freddo dopo la prima pioggia autunnale. Se si utilizzano le strategie giuste, però, è possibile affrontare il cambio dell'armadio in modo quasi indolore. 
Ecco qualche consiglio utile:

1. Tirare fuori tutto - Anche se sembra un paradosso, per fare più velocemente e più efficacemente il cambio dell'armadio è meglio svuotarlo completamente invece di prendere alcuni pezzi qua e là sostituendoli con gli abiti di stagione. Inoltre, questa operazione può essere il punto di partenza ideale per dedicare al guardaroba un sano tentativo di space clearing. Dunque, per prima cosa: svuotare l'armadio e mettere tutti i vestiti sul letto.



2. Dividere ed eliminare - Non tutto ciò che appartiene alla stagione "uscente", è incompatibile con l'autunno. Quindi, la seconda operazione è tenere ciò che servirà ancora e separare in un angolo gli indumenti decisamente fuori stagione.

3. In ordine per la prossima estate - Gli abiti prettamente estivi vanno riposti, puliti, in contenitori appositi e, prima ancora, sigillati in buste per indumenti. In questo modo, non ci si ritroverà impreparati e in panico al seguente cambio di stagione (e di armadio). Invece, gli indumenti non più utilizzabili andrebbero donati se ancora in buone condizioni o scambiati con le amiche o, ancora, riciclati creativamente se irrimediabilmente danneggiati.


4. Pochi pezzi, ma buoni - A questo punto, si introducono nel guardaroba gli abiti autunnali e invernali. È in tale fase che possono emergere eventuali mancanze: per esempio, se i bambini sono cresciuti molto e non possono più utilizzare gli indumenti dell'anno precedente. Quindi, è bene compilare una lista dettagliata per uno shopping "chirurgico" alla prossima uscita per negozi.

6. Delegare se possibile - Il compito, impegnativo, del cambio dell'armadio però non deve gravare interamente sulle spalle della mamma. Infatti, è importante dedicare a questo momento una giornata del weekend per poter dividere i compiti con il partner. Inoltre, anche i bambini possono occuparsi di alcune incombenze: appaiare i calzini, provare gli abiti, passare gli "attrezzi del mestiere" a mamma e papà. I figli adolescenti, invece, potranno fare molto di più: la voglia in questo caso potrebbe mancare ma pensare di rinnovare alcuni pezzi del guardaroba costituirà un ottimo stimolo all'operosità. 


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mercoledì 7 settembre 2016

Come organizzare la dispensa


Avere una dispensa ordinata e ben organizzata permette di evitare inutile sprechi e semplifica la vita. Quante volte succede di trovare qualche cibo scaduto in fondo all’ultimo piano della dispensa e doverlo buttare a malincuore.
Per avere sempre il polso della situazione, è consigliabile svuotare completamente la dispensa almeno due volte l’anno e disporre sul tavolo di cucina tutti i cibi confezionati come pasta, riso, legumi secchi o in scatola, biscotti, eccetera. In questo modo è possibile dedicarsi alla pulizia interna dei pensili, controllare le scadenze di tutti e dare un nuovo ordine ai cibi in modo da trovare tutto quando serve senza difficoltà.
Si tratta anche di un’ottima occasione per analizzare i consumi e valutare se smettere di comprare alcuni cibi che tanto non si consumano mai, ma che chissà perché, si continuano ad acquistare.

L’ordine dei cibi è dato da tre fattori principali:
  1. frequenza di utilizzo
  2. modalità di conservazione
  3. data di scadenza
Ecco di seguito i consigli su come disporre i cibi divisi per “famiglie”

Olio, aceto, spezie e condimenti

Si tratta di cibi che temono gli sbalzi di calore, l’umidità e la luce diretta. Andranno quindi sistemati in un punto comodo, ma lontano dai fornelli, così da evitare di modificarne il gusto.








Lattine, legumi secchi, pesce in scatola e marmellate

Pomodori pelati, legumi secchi e in scatola, il tonno e tutti i cibi a lunga scadenza e non di uso quotidiano possono essere riposti in un punto della dispensa a cui non abbiamo necessità di accedere con frequenza e vanno rigorosamente messi in odine di scadenza, in modo da consumare sempre quelli più vicini alla scadenza.


Farine e lieviti

Anche le farine, come i cibi a lunga conservazione, non vengono usati quotidianamente, ma hanno bisogno, come l’olio, di non essere esposti a calore e luce.       Per evitare la formazione di farfalline, inoltre, meglio non tenerne in dispensa troppi pacchi e, non appena ne apriamo uno, versare il contenuto in vasi di vetro a chiusura ermetica.

Pasta e riso

In Italia si tratta di alimenti di uso quotidiano, quindi devono essere tenuti a portata e sempre ben chiusi per non farli fuoriuscire dai pacchetti e scongiurare così l’arrivo delle famigerate farfalline.







Pane e crackers

Devono essere tenuti al riparo dall’umidità per evitare la perdita di fragranza. Meglio trovare un posto abbastanza in alto e protetto e non usare mai sacchetti di plastica per conservarli. Meglio avvolgere il pane fresco in un panno da cucina o in un sacchetto di carta.







Vasetti di spezie e erbe aromatiche

Pepe, peperoncino, curry, curcuma, erbe aromatiche varie, eccetera, devono essere molto comodi da utilizzare, ma sarebbe meglio tenerli al riparo da luce e calore eccessivo. Se però si preferisce esporli su una mensola, allora meglio scegliere un punto che non sia proprio sopra i fuochi, in modo da non alternane il gusto e accelerarne la scadenza.




Il consiglio in più

Per evitare la formazione di farfalline nella dispensa, mettete dei sacchettini di garza con dentro foglie di alloro e non ne vedrete mai più una.



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lunedì 21 marzo 2016

Rinnovare casa per la primavera: 8 consigli utili


Arriva la primavera e la voglia di cambiamento è irrefrenabile; se non riuscite a pensare ad altro che a rinnovare casa per la primavera spendendo pochissimo, ecco tante idee originali per una casa quasi nuova con pochi semplici accorgimenti.
Rinnovare casa senza cambiare i mobili sembra un’impresa impossibile, ma con un pizzico di stile e tanta creatività potrete trasformare casa vostra in poco tempo senza spendere un occhio della testa.

1. I fiori 

La primavera è la stagione dei fiori, perché quindi non utilizzarli per arredare casa in modo fresco ed elegante? Realizzate una composizione di fiori freschi con vecchi vasi che avete a casa, sistemate al centro delle candele profumate e l’atmosfera primaverile è subito creata! 


2. Rifoderare divani e poltrone

Rifoderare divani e poltrone non è una spesa irrisoria, ma se avete voglia di dare una ventata di novità ai tessuti di casa vostra, ricoprite i divani e le poltrone con teli dalle fantasie fresche e vivaci, per dare un tocco di colore all’ambiente e fare entrare la primavera!


3. Cambiare i cuscini

Un’idea per spendere poco per rinnovare casa per la primavera è quella di sostituire i vecchi cuscini. Rifoderateli, cambiateli e scegliete tessuti  e forme nuovi che diano un tocco di personalità a casa vostra!



4. Un tocco di verde in cucina

Rinnovare casa per la primavera senza dare un ritocchino alla cucina è impossibile. La cucina è una delle stante più vive e speciali della casa e cambiarla costa davvero uno sproposito, ma qualche piccolo cambiamento non sarà così dispendioso. Decorate la vostra cucina con vasi di erbe aromatiche divertenti e insoliti che renderanno l’atmosfera davvero primaverile.


5. Piante in soggiorno

Decorare le pareti del soggiorno senza dipingere i muri e senza attaccare quadri si può! Come? Con un po’ di fantasia e ingegno. Acquistate dei vasi in plastica bianca oppure dipingeteli e appendeteli al muro. Riempiteli poi con piccole piantine grasse, bonsai o ciò che preferite. 


6. La primavera in tavola

Anche la tavola da pranzo ha bisogno di essere rinnovata per la primavera? Niente paura, acquistate nuove tovaglie coloratissime e scegliete di cambiare piatti o bicchieri e naturalmente tanti fiori a completare il tutto! 


7. Aria nuova in camera da letto

Per la camera da letto basterà cambiare le trapunte, sceglietele double face in modo da poter avere 2 scelte risparmiando. Aggiungete cuscini oltre ai guanciali per la notte e sistemate per terra qualche pouffe in tinta. Il risultato sarà davvero sorprendente! 


8. Una nuova faccia anche per il bagno

Non dimenticate che anche l’arredamento del bagno è importante e che con semplici mosse è possibile rinnovarlo per la primavera. Non servirà cambiare arredamento per avere un bagno elegante e primaverile, giocate con le spugne, con le saponette e con la lavanda per un risultato semplice ma raffinato! 

 

giovedì 25 febbraio 2016

DECLUTTERING: come liberarsi del superfluo per vivere meglio


Decluttering. Ci troviamo di fronte ad un termine inglese che letteralmente indica l'azione di fare spazio, eliminando ciò che risulta ingombrante. Il decluttering si associa in tal senso allo "space clearing", nella definizione dell'arte di liberarsi del superfluo per vivere meglio, distaccandosi da oggetti che evocano ricordi spiacevoli e che ci legano eccessivamente al passato.
Rimettere in ordine i propri spazi di vita, liberandosi di ciò che non occorre più, permette di lasciare scivolare via una vera e propria zavorra materiale che in realtà viene considerata come correlata alla sfera emotiva. E' proprio per questo che di norma, dopo aver riordinato e fatto spazio nella propria abitazione, nonostante la fatica che ciò può avere comportato, ci si sente meglio e di buonumore.



I vantaggi
Liberare i propri spazi da ciò che non occorre significa guadagnare tempo. Quanti minuti impieghiamo per ritrovare le chiavi di casa disperse nella nostra borsa o da qualche parte sulla scrivania? Quando gli oggetti si accumulano in maniera eccessiva, ne consegue che anche ciò che è realmente utile rischia di essere smarrito, anche soltanto momentaneamente, generando stati d'ansia e di preoccupazione, in modo particolare quando si è di fretta. Riordinando e facendo spazio il problema sarà risolto.


Domande utili per liberarsi del superfluo

Liberarsi da ciò che effettivamente non occorre più non è sempre semplice. Ci sono alcuni oggetti ai quali si tende a sentirsi legati, nonostante la loro palese inutilità. Alcuni cari ricordi possono certamente essere conservati, ma come fare quando il superfluo prende in sopravvento nelle stanza della casa o sulla scrivania dell'ufficio? Potrebbe risultare utile porsi una breve serie di domande che permetta di comprendere quali siano gli oggetti di cui è effettivamente possibile liberarsi. L'oggetto in questione è mai stato usato? Serve ancora al suo scopo? Può essere davvero considerato un ricordo?

Iniziate a piccoli passi. Potreste pensare di procedere dedicandovi ad una stanza alla volta, eleggendo il riordino di uno dei locali come obiettivo di una intera settimana. Se il lavoro risulta particolarmente faticoso, chiedete alla vostra famiglia di aiutarvi. L'aiuto della famiglia è fondamentale, anche poiché gli oggetti ormai inutilizzati potrebbero non essere vostri, ma appartenere ad uno dei familiari.
Anche per quanto concerne le singole stanze, procedete a poco a poco. Iniziate dalla libreria, ad esempio; il giorno successivo dedicatevi ai cassetti ed il giorno dopo ancora concentratevi sulla credenza o su di uno qualsiasi dei mobili presenti. Dal successo del primo step di decluttering trarrete l'energia necessaria per proseguire.

Il metodo delle tre scatole


Prima di mettervi all'opera procuratevi tre scatoloni, in cui suddividere: oggetti da conservare, oggetti che possono essere messi in vendita, oggetti da barattare o da regalare. Al termine della sessione di decluttering potrete rivalutare la reale utilità degli oggetti che avevate in un primo momento deciso di conservare, organizzarvi per destinare correttamente tra i rifiuti eventuali materiali da imballaggio, individuare ciò che potrebbe essere spunto di riciclo creativo e selezionare quanto potreste donare, barattare o mettere in vendita.


 

martedì 1 settembre 2015

Come illuminare la casa

La luce è uno dei fattori più importanti in casa. Una buona illuminazione permette di poter fruire in maniera pratica e funzionale di ciascun ambiente, permette di creare una particolare atmosfera o di valorizzare un oggetto o un arredo.



I fattori da tenere in considerazione quando si sceglie l’illuminazione della casa sono diversi; tra questi, è bene valutare con attenzione:
  • La destinazione d’uso del locale: occorre quindi pensare alle attività che si svolgono in quel determinato locale. In cucina, ad esempio, ci sarà un’illuminazione diversa da quella dell’ingresso o del soggiorno.
  • Il colore dell’ambiente e la tipologia di arredamento presenti nel locale da illuminare: un ambiente scuro dovrà esser maggiormente illuminato rispetto ad un ambiente più chiaro. Inoltre, in presenza di arredi impegnativi per stile o numerosità, è necessario pensare a più punti luci per ottimizzare la visibilità
  • La grandezza del locale: piccolo o grande che sia l’ambiente, la luce deve esser funzionale e non lasciare parti del locale al buio.
Queste sono le caratteristiche fondamentali da tenere in considerazione prima di scegliere la corretta illuminazione; ecco i consigli per illuminare in maniera corretta ciascun locale della casa.


1. L'ingresso o il corridoio

L’ingresso è il locale che ci accoglie in casa e per questo è necessario che sia ben illuminato. Se l’ingresso è una stanza separata dal resto della casa, un lampadario sarà la scelta ideale per illuminare questo tipo di ambiente.


Se invece l’ingresso è parte del soggiorno, per esempio, un’idea per separare le due zone, è l’abbassamento del soffitto con una struttura in cartongesso. Questo permetterà di creare in un unico ambiente due zone separate e ben distinte, garantendone la giusta illuminazione.


2. La cucina

Uno degli ambienti che necessità di ottima illuminazione è la cucina. In questo ambiente è importante riuscire a vedere ciò che si cucina e ciò che si mangia. Oltre ad una luce centrale, è quindi opportuno illuminare bene i piani di lavoro prevedendo l’illuminazione sotto i pensili.


Per illuminare il tavolo, la soluzione ideale è una luce diretta ad una distanza di circa 60 cmq così da evitare ombre o fastidiosi effetti.



3. Il soggiorno

Illuminare il soggiorno significa prevedere diverse aree e punti luci differenti. In questo ambiente infatti le attività che si praticano sono molto diverse: in soggiorno si conversa, si legge, ci si rilassa o si guarda la tv. Per questo motivo è necessario prevedere diverse funzioni della luceUna ideale illuminazione del soggiorno prevede una luce centrale, magari a led regolabili, e diversi punti luci: in questo modo potremmo creare la giusta atmosfera per rilassarci o conversare con la famiglia o un gruppo di amici. 

 

Se avete un quadro o un complemento d’arredo da valorizzare, create un punto luce ad hoc con uno o più faretti con luce diretta. In questo modo conferirete classe all’ambiente creando un’atmosfera rilassante e confortevole
 

È importante quindi creare un sistema di illuminazione diretta e concentrata che consenta di illuminare con una luce rilassante o più intensa le diverse zone del soggiorno: il divano per il relax, la tv, eventuali giochi o tavoli.


4. La camera da letto  

Illuminare la camera da letto significa prevedere almeno tre punti luce: una luce generale centrale per illuminare tutta la stanza e due luci per i comodini. Se possedete un cassettone con lo specchio, illuminate anche questa superficie. Un punto luce in più che vi servirà sia per specchiarvi che per creare la giusta atmosfera. 

 

5. Il bagno 

Per illuminare il bagno consigliamo una luce centrale come un plafone. Se il bagno è piccolo è consigliabile una luce che renda l’ambiente il più luminoso possibile. 



Per lo specchio l’ideale sono faretti o applique orientabili montate sopra o ai lati dello specchio. È importante che la luce rifletta sul viso e non sullo specchio per evitare riflessi accecanti.