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giovedì 17 gennaio 2019

Bonus ristrutturazioni 2019



Nessuna stretta sulle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione e per quelli di risparmio energetico. Il testo del disegno della legge di Bilancio, ha prorogato fino al 31 dicembre 2019 le condizioni più favorevoli per queste agevolazioni senza introdurre nessuna sostanziale novità. 
C'è ancora tempo quindi, per organizzarsi se si vuole rinnovare il proprio appartamento.

Ristrutturazioni e nuovi box:
per il bonus casa resta dunque la detrazione Irpef del 50% su un ammontare massimo di spesa di 96.000 euro per i lavori di manutenzione straordinaria sugli immobili per uso abitativo. Sconto fiscale, sempre entro il tetto massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista appartamenti completamente ristrutturati da impresa. 
Detrazione riconosciuta anche per la realizzazione, o l'acquisto dal costruttore, di nuovi box, ma in questo caso sulle spese di realizzazione debitamente certificate. Obbligatorio il pagamento con il bonifico con i riferimenti di legge.

Bonus mobili:

alla proroga dell'aliquota maggiorata della detrazione per ristrutturazione si accompagna quella del bonus mobili, con le regole attuali. Sarà quindi possibile acquistare arredi (dalle cucine ai divani, ma anche letti e materassi, armadi e lampadari) con lo sconto fiscale del 50% a fronte di interventi di ristrutturazione iniziati dal gennaio 2018 o nel 2019. In questo caso è previsto un tetto massimo di spesa di 10.000 euro per immobile, per cui chi ha già speso qualcosa nel 2018 dovrà aggiungere queste somme a quelle dell'anno corrente. Per l'agevolazione non occorre il pagamento con il bonifico dedicato, ma sono utilizzabili anche carte di credito e bancomat e serve la fattura.


La detrazione per i giardini:
nella lista delle proroghe rientra anche il bonus verde, ossia lo sconto del 36% per chi si appresta a ristrutturare lo spazio verde della propria abitazione o il giardino condominiale. Previsto un tetto di spesa di 5.000 euro. Si deve trattare però di interventi di un certo rilievo: non ci sono infatti agevolazioni per chi ha l'hobby del giardinaggio, ma è obbligatorio rivolgersi a personale specializzato.


Ecobonus:

confermate infine per il 2019 anche le agevolazioni per gli interventi di risparmio energetico, senza sostanziali novità. Restano quindi le aliquote differenziate al 50% per nuovi infissi, sostituzione di impianti di climatizzazione con caldaie a condensazione o a pellet, e per le schermature solari. L'aliquota del 65%, invece, si continuerà ad applicare per tutte le altre tipologie di interventi a partire dalla coibentazione degli edifici
In dettaglio, a chi decide di sostituire la caldaia, spettano le seguenti detrazioni:
- detrazione 65%: se si installa una caldaia a condensazione di classe A contestualmente a sistemi di termoregolazione evoluti
- detrazione 50%: se si installa una caldaia a condensazione di classe A
- detrazione 0%: se si installa una caldaia di classe B
Escono dalla lista solo i microcogeneratori. 

Senza intervento del governo, ci sarebbe stata una progressiva riduzione delle aliquote.



Paolo De Piccoli
Intermediazione Immobiliare
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e-mail: info@immobiliaredepiccoli.it

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venerdì 17 marzo 2017

L'etichetta energetica

Può considerarsi il documento di identità degli elettrodomestici, strumento fondamentale per informare i consumatori sulle prestazioni energetiche degli apparecchi; parliamo dell'etichetta energetica (o energy label) che accompagna gli elettrodomestici in vendita, e che evidenzia attraverso colori, numeri e pittogrammi le prestazioni e i consumi energetici del prodotto, rendendo l'acquisto  consapevole e permettendo di scegliere modelli performanti che fanno risparmiare energia. Per ogni tipologia di prodotto, a parità di schema visivo, sono evidenziati parametri differenti.
A partire dal 2010 è entrata in vigore, con tempistiche variabili per i diversi elettrodomestici, la nuova etichetta energetica, uguale in tutta l'Unione europea. L'iter di approvazione e recepimento prevede più passaggi: la legislazione europea si basa infatti su una direttiva quadro che delinea i principi generali, indica gli obblighi dei produttori e dei distributori e deve essere accompagnata da una serie di Regolamenti per ogni categoria di prodotto. 

1. A  CHE COSA SERVE L'ENERGY LABEL

Fornisce ai consumatori informazioni certe sui consumi energetici degli elettrodomestici con riferimenti a caratteristiche principali e performance, permette di determinare l'efficenza di un prodotto e di stimare il possibile risparmio sulla bolletta elettrica e rende omogenea la valutazione di tutti gli elettrodomestici della stessa categoria, consentendo di comparare a prima vista il consumo di energia e acqua, la capacità e altri dati. Tutte le informazioni riportate sull'etichetta energetica sono basate su test standard previsti dalla legislazione europea. 
La classificazione attuale si basa su 7 livelli ed è rafforzata da colori che vanno dal verde al rosso; a seconda del prodotto, in alcune etichette sono previste le classi A+++, A++ e A+; in altre, il massimo dell'efficienza è ancora rappresentato dalla classe A

2. DOVE SI TROVA

In concreto, l'etichetta energetica è un adesivo a bande colorate che, nei punti vendita, viene applicato su ciascuno dei prodotti esposti e che viene consegnato al cliente in accompagnamento all'elettrodomestico; lo si trova in genere bene in vista, insieme al libretto di istruzioni oppure allegato all'imballo. Tutte le etichette energetiche hanno una veste grafica uniforme in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea.


Lo schema di etichetta riportato qui come esempio è quello di una asciugatrice.

3. A CIASCUNO LA SUA

Negli ultimi anni, con tempistiche diverse a seconda del tipo di prodotto, è entrata in vigore l'etichetta energetica basata sui pittogrammi cioè semplici ed intuitive rappresentazioni grafiche per indicare i diversi parametri; in questo modo è venuta meno la difficoltà delle lingue diverse per i vari paesi dell'Unione Europea. Le caselle con i pittogrammi, riportate nella fascia bassa dell'etichetta, sono identificanti delle diverse tipologie di prodotto e questo permette di distinguere a prima vista, per esempio, l'energy label di una lavatrice da quella di un frigorifero; alcuni dati sono invece uguali per tutte. Le informazioni riguardano caratteristiche tecniche e prestazionali.


- LAVATRICE

 


Oltre alla classe di efficienza energetica, tra i parametri specifici delle lavatrici ci sono il consumo d'acqua su base annua e due livelli di emissione sonora: uno in fase di lavaggio e l'altro in fase di centrifuga.
Sull'etichetta energetica, il consumo annuo di energia è calcolato facendo riferimento a :
  • programma cotone a 60 °C a pieno e mezzo carico
  • programma cotone a 40 °C a mezzo carico
I valori del consumo annuale di acqua e la classe di efficienza della centrifuga si basano sullo stesso set di cicli di lavaggio.
Nelle lavatrici, i modelli in classe A+++, sono il 32% più efficienti rispetto a quelli in classe A.


- ASCIUGATRICE

 

Due indicazioni significative e specifiche sull'etichetta di questi apparecchi riguardano la durata del programma e la tecnologia di funzionamento che non è uguale per tutte le asciugatrici.



- LAVASTOVIGLIE


La classificazione energetica è misurata a partire dal consumo annuo di energia dei cicli di lavaggio standard, quando caricati con i coperti dichiarati e con un utilizzo di riferimento di 180 lavaggi l'anno, più il consumo in standby (spie che restano accese al termine del programma).
Il ciclo standard al quale fa riferimento il consumo annuo delle lavastoviglie è sempre quello più efficiente, disponibile nell'apparecchio in termini di combinazione di consumi di energia e di acqua, per il lavaggio di stoviglie mediamente sporche. Tutte le lavastoviglie attualmente sul mercato devono avere una performance di lavaggio in classe A: per questo motivo il dato sull'efficacia di lavaggio non è più riportato sull'etichetta.



- FRIGORIFERO

 




La classificazione energetica degli apparecchi per la refrigerazione domestica è basata sull'Indice di Efficienza energetica (EEI) che prende in considerazione il consumo di energia, il volume e la temperatura più bassa dei diversi scompartimenti. Altri fattori contemplati sono il tipo di prodotto (a incasso o a libera installazione) e la presenza della funzione no frost (in grado cioè di autoeliminare la condensa).
Esistono due tipologie di etichetta energetica per i frigoriferi: il modello a 7 classi come nel frigorifero sopra e quello a dieci classi; quest'ultimo si riferisce agli apparecchi denominati ad assorbimento che differiscono da quelli domestici a compressione in quanto, grazie ad una diversa tecnologia di raffreddamento, garantiscono un funzionamento più silenzioso a fronte di un maggior consumo energetico. I consumi del frigorifero incidono notevolmente sulla bolletta elettrica perchè l'apparecchio rimane in funzione tutto l'anno, 24 ore su 24. Anche se le classi riportate in etichetta vanno dalla A+++ alla D, tutti i modelli in vendita sul mercato oggi devono  essere almeno in classe A+.



- TELEVISORE

 


Come per altre tipologie di apparecchi, i consumi dei televisori vengono calcolati su base annua ed espressi in chilowatt/ora; il valore indicato viene conteggiato considerando l'apparecchio acceso per 4 ore al giorno per 365 giorni all'anno. É riportato anche un secondo indicatore di consumo in watt, riferito a tutte le volte che l'apparecchio viene acceso (quindi non in stand-by).


- CLIMATIZZATORE E CONDIZIONATORE

Esistono due tipologie di etichette energetiche: quella per i climatizzatori monoblocco, fissi o portatili, e quella per i climatizzatori split, sempre fissi o portatili.
I modelli split sono quelli costituiti da più unità di cui uno o più elementi interni e uno, o più, esterni; i modelli monoblocco sono costituiti da un solo apparecchio installato all'interno del locale da climatizzare e non hanno unità esterna.


Per i modelli split, la fascia di sinistra dell'etichetta energetica è dedicata alla funzione di raffrescamento. Nel primo settore in alto, sotto la classe di efficienza energetica sono indicati:
  • la potenza nominale per il raffreddamento espressa in chilowatt, 
  • il valore SEER (indice di Efficienza Energetica Stagionale in modalità di raffreddamento
  • il consumo annuale di energia in KWh/anno.
Nei pittogrammi sottostanti sono indicati rispettivamente il livello di emissione sonora dell'unità interna e quella dell'unità esterna dell'apparechhio.
Quando il climatizzatore è dotato anche di pompa di calore, la fascia destra dell'etichetta si riferisce alla funzione di riscaldamento: in alto è indicata la classe di efficienza energetica.
Poichè le prestazioni del climatizzatore in fase di riscaldamento sono diverse a seconda della fascia climatica in cui è installato, anche la classi energetiche possono essere più di una. La fascia climatica dell'Italia è quella intermedia (verde), con l'eccezione del sud Italia che appartiene invece alla fascia calda (rosa).
Sotto le frecce sono indicati, sempre con valori differenti nelle 3 fasce climatiche:
  • potenza nominale per il riscaldamento espressa in chilowatt
  • SCOP (Coefficiente di prestazione stagionale)
  • consumo annuale di energia in KWh/anno per stagione di riscaldamento 


Per i modelli monoblocco i valori riportati sull'etichetta si basano su un indicie di efficienza energetica nominale (EER) in modalità di raffreddamento e su un coefficiente di rendimento nominale (COP) in modalità riscaldamento (quando questa funzione è presente).



 
Paolo De Piccoli
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mercoledì 11 gennaio 2017

Come risparmiare sul riscaldamento domestico: consigli e suggerimenti

In inverno, riscaldare l'ambiente domestico è ovviamente necessario, ma purtroppo anche costoso. Si calcola infatti che il suo costo incida in media per oltre il 50% sul consumo energetico annuo. Con alcune accortezze però si può anche dimezzare tale costo.






Di seguito alcuni suggerimenti su come risparmiare sul riscaldamento domestico, divisi in quelli riferiti specificamente all’ambiente domestico – onde evitare di disperdere il calore o sminuirne la forza consumando inutilmente energia – e quelli riferiti agli impianti di riscaldamento. Infine, uno spazio è dedicato anche ad alcuni utili consigli per l’acquisto ottimale di un impianto di riscaldamento.

1) Suggerimenti per l’ambiente domestico:

Per ottimizzare al meglio il calore emanato dagli impianti utilizzati, è fondamentale avere delle accortezze a partire proprio dall'ambiente domestico. Importante è ad esempio abbassare gli avvolgibili o chiudere le persiane dopo il tramonto. Se non si è già provveduto, sostituire vetri, serramenti e infissi con elementi isolanti; e più in generale adottare sistemi per l’eliminazione degli spifferi e le fughe di calore.
Si possono anche installare doppi vetri nei serramenti delle finestre e delle porte finestre per impedire la dispersione termica tra il freddo esterno ed il caldo interno. Sempre in ambito di ristrutturazioni, meglio preferire l’installazione di caldaie ad alta efficienza (4 stelle) e di impianti di riscaldamento a bassa temperatura come gli impianti a pavimento; evitare inoltre di far dimensionare l’impianto su potenze superiori a quelle effettivamente necessarie.
Un ottimo consiglio per risparmiare sul riscaldamento domestico è quello di installare termostati per gli ambienti e valvole termostatiche intelligenti sui radiatori tradizionali, limitando l’uso dell’impianto di riscaldamento ai soli periodi in cui è effettivamente necessario. In caso di impianti condominiali centralizzati, adottare sistemi per la contabilizzazione separata del calore.
Può sembrare una banalità, ma è importante tenere chiusa la porta delle stanze e dei locali non utilizzati – come i ripostigli o la stanza degli ospiti – così si eviterà di far circolare l’aria calda e fredda anche in queste stanze facendo lavorare meno la caldaia. Infine, coibentate le pareti per impedire la dispersione del calore con l’esterno.


2) Consigli per un utilizzo ottimale degli impianti:

Innanzitutto occorre dire che, come d’estate bisogna evitare di tenere il climatizzatore a temperature troppo basse, così in inverno occorre evitare di mantenere una temperatura troppo elevata negli ambienti. É consigliata una temperatura intorno ai 20°C. É opportuno controllare periodicamente la caldaia per migliorarne l’efficienza, ed evitare di coprirla, come ogni altro elemento scaldante, con mobili o tende. Spurgate l’aria dai radiatori per tenerli sempre alla massima efficienza.
L’aria presente nelle tubazioni dell’impianto tende a depositarsi nei radiatori impendendone il pieno riscaldamento e provocando un inutile lavoro per la caldaia. I vecchi termosifoni potrebbero non avere una valvola di sfiato dell’aria, in questi casi non costerà molto farle installare tramite un semplice intervento da parte del vostro termoidraulico di fiducia. Per limitare i consumi della caldaia fate in modo che la temperatura interna della casa oscilli intorno ai 19°. Per un solo grado di temperatura interna superiore aumenterete i consumi del 8%.
Abbassare la temperatura di 1-2 gradi e indossare qualche maglione è una scelta intelligente. Nelle ore notturne spegnete la caldaia o regolate il timer per farla riaccendere due ore prima di quando ci si dovrà alzare.
In caso di ambienti particolarmente freddi è comunque sufficiente regolare la temperatura interna notturna a soli 16°. Se avete un impianto di riscaldamento centralizzato chiedete al vostro amministratore un sistema di contabilizzazione del calore per dividere la spesa condominiale sulla base dell’effettivo utilizzo del riscaldamento. Utilizzare sistemi che non consentano la formazione di calcare nelle tubazioni e nelle apparecchiature.

3) Consigli per gli acquisti:

Dotarsi di una centralina di regolazione automatica della temperatura può evitare grandi inefficienze nel riscaldamento e farvi risparmiare molti soldi, rivelandosi un ottimo consiglio su come risparmiare sul riscaldamento domestico. Una centralina  infatti rileva costantemente la temperatura esterna della casa e la confronta con quella interna cercando di mantenerla sempre al livello di massima efficienza nei consumi.
Le centraline sono inoltre dotate di un timer settimanale o giornaliero che vi consentirà di definire con precisione i periodi di accensione, evitando di lasciare la caldaia accesa quando non serve. Ad esempio far accendere automaticamente la caldaia un’ora prima del proprio arrivo vi consentirà di beneficiare del tepore domestico senza eccessivo spreco di gas.
L’uso del riscaldamento a pavimento consente di irraggiare il calore dal pavimento o dalle pareti eliminando del tutto il termosifone tradizionale. L’irraggiamento del calore dal basso garantisce un medesimo comfort richiedendo minori temperature nell’impianto e, pertanto, con un forte risparmio di energia. Con lo stesso principio l’irraggiamento del calore può arrivare dalle pareti stesse medianti i pannelli radianti a parete, particolarmente adatti grazie alla loro modularità nei grandi spazi interni adibiti ad uso ufficio. Considerate sempre anche che l’uso delle stufette elettriche che vi costerà molto in energia elettrica.
Se fate molto uso delle stufette elettriche vi conviene valutare un intervento migliorativo sull’impianto di riscaldamento o aumentare gli elementi dei termosifoni. Nei casi di riscaldamento centralizzato verificate preventivamente ogni variazione agli elementi dei termosifoni con il vostro amministratore. Al momento dell’acquisto di una caldaia, infine, considerate che una caldaia a condensazione offre risparmi anche del 20% nei consumi di metano. Sulle caldaie ad elevata efficienza sono stati previsti contributi all’acquisto nella Finanziaria 2007.


 
Paolo De Piccoli

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martedì 13 dicembre 2016

Il Comfort abitativo

Sempre più spesso, in edilizia, si sente parlare di comfort abitativo. Con questo temine si tende sempre più a sottolineare che nell’iter progettuale gli elementi da mettere in gioco non riguardano solo il ben costruire a livello tecnico, ma soprattutto il modo in cui viene percepito l’ ambiente, il che vuol dire realizzare un manufatto il più possibile accogliente e avere tutta una serie di requisiti che facciano sentire il fruitore a suo agio sia dal punto di vista fisico che psicologico. 


Il comfort abitativo ci dice quanto stiamo bene in un edificio ed è la risultanza di alcuni fattori: 
  • Temperatura
  • Umidità
  • Luminosità
  • Acustica 
Si parla allora di benessere termo-igrometrico, benessere acustico e benessere luminoso: condizioni in gran parte pianificabili e quindi prevedibili già in fase di progettazione da parte del progettista. 

1. BENESSERE TERMO-IGROMETRICO


Probabilmente è quello che siamo più abituati a tenere in considerazione e coinvolge, oltre alla giusta progettazione dell’involucro edilizio, anche la scelta degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. 
A livello di percezione fisica fa la differenza vivere e lavorare in un ambiente con valori di umidità e temperatura adeguati: studi in scuole ed uffici hanno dimostrato, in caso di loro mancanza, un calo di attenzione e di rendimento. Inoltre, in edifici residenziali con scadenti condizioni di comfort termo igrometrico il rischio di malattie polmonari, soprattutto nei bambini, è molto alto. 
Il benessere termo igrometrico si raggiunge tenendo in considerazione le variabili soggettive e le variabili ambientali. Le variabili soggettive riguardano le attività che l'individuo svolge all'interno dell'ambiente e al tipo di vestiario, mentre le variabili ambientali sono quelle che dipendono dalle condizioni climatiche esterne ed interne all'edificio quali la temperatura dell'aria, l’umidità relativa dell'aria interna, la temperatura media radiante, che è la media delle temperature delle pareti interne all'ambiente, compresi soffitto e pavimento, alla velocità dell'aria. Partendo da questi fattori si imposta il corretto progetto degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e controllo dell’umidità dell’edificio

2. BENESSERE ACUSTICO

Il benessere acustico è un altro aspetto importante per progettare in modo che il soggetto si senta a proprio agio in un ambiente, non venga disturbato nello svolgimento delle sue attività da altri suoni e non subisca danni all'apparato uditivo a causa di un'esposizione a fonti di rumore. Difendersi dal rumore è importante perché questo provoca disturbo psicologico e ostacola lo svolgimento delle normali attività, riducendo il rendimento e la capacità di concentrazione. 
Le fonti di rumore si possono raggruppare in fonti esterne e fonti interne all’edificio. 
Le fonti esterne sono essenzialmente costituite dal traffico e dalla eventuale presenza, in prossimità dell'edificio, di attività produttive industriali. Il rumore prodotto da tali fonti si propaga per via aerea e poi penetra all'interno dell'edificio attraverso il suo involucro. 
Le fonti interne sono gli impianti (ascensori, montacarichi, l'impianto idraulico, ecc.), gli elettrodomestici, le apparecchiature radio-televisive, voci e grida degli occupanti l'edificio. In questo caso la propagazione avviene sia per via aerea sia attraverso le parti solide della costruzione: la trasmissione per via aerea si ha quando il rumore si propaga liberamente nell'aria senza incontrare ostacoli solidi, mentre la trasmissione per via strutturale si ha quando il rumore si propaga attraverso le strutture solide tramite vibrazione elastiche, appartiene a questa categoria il rumore da calpestio. Tenendo conto di questi elementi, per garantire il benessere acustico, il rumore all'interno degli edifici deve essere ridotto attraverso la progettazione di soluzioni che portino condizioni di benessere acustico agli individui. 


3. COMFORT LUMINOSO 



Il comfort luminoso è anch’esso un elemento importante da considerare quando si parla di benessere, anche se è un aspetto molto spesso trascurato nella progettazione soprattutto di ambienti d’abitazione: la corretta illuminazione di un luogo ha dirette conseguenze sullo stato emotivo e di salute degli individui. 
La luce che può illuminare gli ambienti può essere naturale o artificiale: per ottenere la giusta luce naturale e progettarne in modo adeguato l’apporto luminoso bisogna fare attenzione a vari elementi tra cui l’orientamento dell’edificio, la superficie delle finestre e gli elementi di oscuramento. Per quanto riguarda la luce artificiale, questa entra in gioco la notte o in giornate di maltempo, e per una corretta illuminazione dell’ambiente devono attuarsi le scelte corrette per quell’ ambiente, tenendo conto delle attività che vi si svolgono, e scegliere l’illuminazione facendo attenzione a parametri precisi.  Uno di questi è il corretto illuminamento di una superficie, che è quanta luce è necessaria per svolgere determinate attività: per esempio serve di più luce su un piano di lavoro e meno lungo un corridoio. 



Il comfort abitativo non costa per forza di cose molto. Non è vero, infatti, che un’abitazione confortevole costa molto al momento della realizzazione/acquisto o che ha grossi costi di gestione. Anche abitazioni di media qualità possono essere caratterizzate da un elevato comfor e al contempo da un’alta efficienza energetica. La differenza viene fatta in sede di progettazione: occorre affidarsi a specialisti del settore, e non a professionisti improvvisati, in quanto la conoscenza della tecnica permette di curare dettagli che hanno un basso impatto economico, ma che appunto fanno la differenza sul risultato finale. E ancora, se si dispone di un edificio datato e progettato secondo vecchi standard, oggi non più soddisfacenti, è possibile riqualificarlo dal punto di vista energetico, tagliando le bolletta e realizzando condizioni di comfort abitativo ottimali, valorizzando in modo considerevole il proprio immobile.


 
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giovedì 13 ottobre 2016

Tutta la verità sulle lampadine a LED



La bolletta dell’elettricità è sempre più alta grazie ai frequenti aumenti decisi dal governo, quindi meglio organizzarsi per fare tutto il possibile per contenere i costi.
Le vecchie lampadine a incandescenza sono ormai fuori produzione e sono state sostituite dalle lampadine a risparmio energetico come le lampadine fluorescenti compatte (CFL) o le lampade a LED. Un’altra alternativa alle lampadine a incandescenza è rappresentata dalle luci alogene, che però hanno un impatto sulla bolletta non proprio vantaggioso e vanno usate con parsimonia, infatti l’Unione Europea, ne ha deciso l’eliminazione a partire dal 2018.
Il costo delle lampadine a LED è più alto rispetto a quelle a risparmio energetico, ma si tratta di un costo che viene ampiamente ammortizzato dalla loro durata (5 anni contro meno di un anno) e dal risparmio di energia.

1. Come scegliere una lampadina a LED

1.1  Colore della luce

I nuovi modelli di lampadine a LED sono molto migliorati per quanto riguarda la qualità e il colore della luce. L’unità di misura sono i gradi Kelvin ed è possibile scegliere tra 3 diverse tonalità di colore: Bianco Caldo (dai 2500K ai 3500K), Bianco Neutro (dai 3550 ai 5000) e Bianco Freddo (dai 5100K).
Per essere sicuri di non ritrovarsi un’illuminazioe agghiacciante da sala operatoria,  assicuratevi sempre che l’etichetta riporti “luce calda” e i Kelvin siano compresi tra 2.500 e 3.500. Man mano che i gradi aumentano la luce tende a diventare sempre più fredda, tendente all’azzurro.

1.2  Potenza

Per le lampadine a LED quella che va ricercata è la luminosità espressa in Lumen. Se si deve illuminare un locale ampio, è consigliabile scegliere una lampadina intorno ai 2.000 Lumen (corrispondente a una vecchia lampadina a 150 watt). Per un’illuminazione meno intesa, vanno bene lampadine tra i 500 e i 1.000 Lumen (corrispondenti ai vecchi 60 watt). Per le lampade da lettura, le abat jour e le lampade da atmosfera, bisogna stare sotto i 500 Lumen.

2. Tutti i vantaggi delle lampadine a LED

2.1  Risparmio

Per capire quanto si risparmia con le lampade e LED, Italia LED ha analizzato la spesa necessaria per illuminare un ambiente di medie dimensioni per 50.000 ore (5 anni e mezzo), ovvero per un tempo pari alla vita media di una lampadina a LED. Il risultato è stato sorprendente: illuminando per 5 anni e mezzo uno stesso ambiente con le lampadine a LED si spenderanno solo 122€, con quelle a fluorescenza 254€ e con quelle alogene addirittura 1.105€.

2.2  Luminosità

Una delle cose più antipatiche delle luci a risparmio energetico è il tempo di attesa che dobbiamo avere perché arrivino alla potenza massima di luminosità. La luce a LED, invece, si accende immediatamente in tutta la sua luminosità.

2.3  Impatto ambientale

Contrariamente alle lampade a risparmio energetico, le lampade a LED non contengono gas nocivi o sostanze tossiche, quindi non inquinano l’ambiente.

2.4  Emissione di calore

Raramente le luci a LED raggiungono una temperatura superiore ai 50° C quindi possono essere usate anche a contatto con materiali sensibili al calore eccessivo come il legno e la plastica. 



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